Ciao a tutti,

in quest’ultimo anno fra lockdown e restrizioni, con l’impossibilità di ritrovarsi con la propria band a provare o suonare live in molti è scattata la voglia di provare a suonare e registrare in casa avvicinandosi così al mondo dell’home recording; per alcuni quello che cercherò di spiegare è già abbastanza chiaro, ma nella nostra esperienza di “commessi” ci siamo spesso trovati a rispondere a domande che ci hanno fatto pensare che forse qualche concetto di base sia utile chiarirlo.

Cerco di andare con ordine: quando si parla di home recording si parla di registrazioni fatte “in casa”, che con un minimo di budget e un minimo di tempo per capire come funzionano i vari componenti di una postazione home recording permette di ottenere risultati davvero professionali…ma entriamo nel merito, cosa mi serve?

Che tu sia uno strumentista o che sia un cantante, di base un setup comune prevede: un computer ( Pc o Mac, anche portatili ), una scheda audio, cuffie o monitor da studio, software, microfono a condensatore ( se canti o registri strumenti acustici ), con questi elementi hai già tutto ciò che ti serve per iniziare a suonare e registrare.

Fatta questa premessa aggiungo anche che ci sono altri accessori che magari non saranno indispensabili ma che ritengo estremamente utili per una buona esperienza (master keyboard o dei Midi controller per esempio).

Il Computer: che sia basato su sistema PC oppure Mac non fa molta differenza, ci sono software per registrare o suonare che sono analoghi per caratteristiche e compatibili con entrambi i sistemi , a meno che non si parli di computer particolarmente datati i modelli degli ultimi anni vanno benissimo per il vostro scopo, se proprio devo dirla tutta per mia esperienza, per evitare di ritrovarsi nel tempo con un sistema lento o limitato consiglio caldamente di avere una buona quantità di RAM ( almeno 8gb se possibile, meglio se di più ).

La scheda audio: è un pò il centro del nostro home recording, cioè quello che permette ai nostri strumenti o microfoni di arrivare al computer per essere registrato o per suonare utilizzando i più disparati software dedicati alla musica. Ce ne sono di tipi e costi diversi, il tutto sta nel capire in base alle nostre esigenze verso che tipo di scheda audio orientarci; ormai la quasi totalità delle schede audio sul mercato ha una buona qualità audio già a partire da una fascia economica ( quello che fa veramente la differenza è la qualità degli ingressi/convertitori della scheda) e anche a livello di connettività verso i PC/Mac sono complete, la discriminante può essere il numero di ingressi/uscite audio che ci serve, qualche esempio pratico: se suono la chitarra/basso e/o canto mi basterà certamente una scheda audio che abbia 2 ingressi audio, di più sarebbero superflui, diversamente se dovessi registrare contemporaneamente più di due elementi per volta…beh va da sé che due ingressi non mi basteranno, da qui la possibilità di orientarsi su schede audio con più ingressi…

Per esempio le Focusrite sono l’ideale, ci sono modelli per le diverse esigenze ed inoltre in bundle forniscono il software necessario gratuitamente

Cuffie e Monitor Studio: dato che si parla di Home Recording lo scenario più comune è quello che ci vede nella nostra “cameretta” dove abbiamo il nostro computer, e i due problemi più comuni sono: lo spazio a disposizione e i volumi di ascolto ( chi ha dei vicini lo sa ). Per le cuffie consiglio di utilizzare quelle con i padiglioni chiusi per due motivi, il primo è che vi isolano dai rumori circostanti e il secondo è che avrete sicuramente un ascolto più ricco e preciso soprattutto nelle basse frequenze, meglio anche che i padiglioni siano morbidi in modo che non vi stanchiate di indossarle a lungo. 

Se invece non avete problemi con i volumi o lo spazio allora suggerisco di considerare dei monitor da studio attivi, anche di wattaggio basso e con coni piccoli vanno bene, se siamo alle prime esperienze non è necessario dilapidare cifre importanti per rivolgersi a prodotti high-end che al momento non sapremmo apprezzare.

Alcuni consigli di carattere generale: sia che usiate le cuffie che i monitor da studio evitate di “sparare” la vostra musica a volumi alti, con l’ascolto prolungato cominceremo progressivamente a sentire tutto un pò più ovattato e a perdere di vista ciò che stiamo facendo/suonando, e in men che non si dica saremo li a litigare con equalizzatori, compressori, ecc. ecc. invece che suonare/registrare, e poi…per favore: non usate le cuffiette dei cellulari…o i microfoni del Canta Tu….vi prego :))

Software: qui per chi non ha mai avuto a che fare con l’home recording si annida lo scoglio più difficile da affrontare perché può sembrare complicato, in realtà non è complicato ma “solo” articolato, per tranquillizzarvi vi posso dire che i software non fanno altro che replicare nel computer quello che sarebbe un “normale” setup di uno studio di registrazione o di un concerto live, cioè un registratore multitraccia e multisorgente ( ovvero sia audio che strumenti midi ), un mixer, gli effetti per gli strumenti ( comunemente detti Plugins ), gli strumenti ( in questo caso virtuali chiamati VST ), gli effetti “da studio” ( processori di segnale, compressori, limiter, reverberi, delays… anche questi chiamati Plugins)…tutto questo (e volendo anche altro) formano il vostro studio di registrazione nel computer :)))

Come accennavo, ci sono diversi tipi di software che ci possono servire, innanzitutto ci serve quello che si chiama DAW ( Digital Audio Workstation ), cioè è il programma che ci permetterà di suonare, registrare, editare, mixare e finalizzare i nostri capolavori musicali, ne esistono molti che fra loro si differenziano nella gestione delle diverse operazioni o nel layout, cosa buona questa perché indipendentemente dalla DAW che sceglieremo nella sostanza potremo fare tutti le stesse cose…è solo una questione di abitudine o comodità.

Alcuni sistemi operativi dei computer ( penso al mondo Mac in particolare ) forniscono già una DAW integrata, ma anche se ne siete sprovvisti niente paura, esistono diversi software gratuiti con i quali sperimentare come funziona una DAW, perciò sono una buona opzione se volete muovere i primi passi in questo mondo prima di investire ulteriori risorse; in molti casi la DAW e anche altri software vengono forniti in bundle con l’acquisto della scheda audio perciò spesso si prendono due piccioni con una fava ;)

La seconda famiglia di software che andremo a vedere sono i cosiddetti Plugin: con plugin intendo tutti gli effetti possibili ed immaginabili che abbiamo visto sui palchi o negli studi di registrazione in versione software che possiamo utilizzare in modo indipendente su ogni traccia che vorremo registrare, inoltre fra i plugin troviamo anche i programmi di simulazione di effetti per chitarra, basso, amplificatori, cabinet, microfoni, pedaliere multi effetto complete, accordatori…tutto insomma, con la libertà di creare infinite combinazioni d’uso senza litigare con i cavi per fare i collegamenti :))) Inoltre tutti questi plugin una volta installati possono funzionare da soli (versione Stand Alone) oppure ce li ritroveremo automaticamente a disposizione all’interno della nostra DAW, ovviamente ci sono migliaia di plugin gratuiti che vi permetteranno di sperimentare come funzionano.

L’ultimo tipo di software del quale vi parlo sono i Virtual Instruments: si tratta di programmi ( anche qui Stand Alone o funzionanti all’interno della DAW ) che emulano gli strumenti reali, perciò avremo a portata di mouse ( o di master keyboard/midi controller che è meglio…) tutti gli strumenti del mondo, dalle batterie acustiche alle percussioni etniche, dai pianoforti gran coda al clavicembalo, dall’intera orchestra fino alla kalimba, dalla drum machine ai synth più moderni…

Quello che voglio dire è che ormai è disponibile qualsiasi cosa possa venirvi in mente e con una qualità e verosimiglianza con gli strumenti reali che spesso non si distingue l’uno dall’altro, sia con software gratuito che ( ovviamente… ) a pagamento.

Microfono: se sei un cantante e vuoi registrare consiglio senz’altro un microfono a condensatore, con la qualità che abbiamo a disposizione al giorno d’oggi non è necessario spendere cifre importanti per un microfono adatto, per esempio il Samson C01 è l’ideale se vuoi iniziare con un buon livello qualitativo e non spendere una fortuna, a questo puoi aggiungere un opportuno filtro anti pop ( qui qualche esempio ) e il gioco è fatto; il microfono a condensatore poi va benissimo se vuoi registrare strumenti acustici ( chitarre, archi, cori, ambienti ).

Ovviamente per ognuno di questi argomenti si potrebbe approfondire, ma questo vuole essere un primo aiuto per orientarti meglio nel mondo dell’home recording senza entrare troppo nel tecnico.

Insomma, spero con questo di essere riuscito a schiarirti un pò le idee, se hai domande specifiche sui diversi aspetti che ho elencato lascia il tuo commento/ domanda qui sotto e mi farà piacere risponderti e perché no…potrà essere l’argomento del prossimo articolo.

A presto,

Pier - Musicisland Staff